YouTube non è responsabile per la violazione del Copyright dei suoi utenti

YOUTUBE NON E RESPONSABILE PER LA VIOLAZIONE DEL COPYRIGHT DEI SUOI UTENTI AVV SILVIA DI VIRGILIO LEX AROUND ME MILANO

Il 16 luglio scorso sono state depositate le conclusioni relative a due procedimenti instaurati di fronte alla Corte federale tedesca.

Le cause riguardano l’azione inibitoria e il risarcimento del danno per violazione del diritto d’autore nei confronti di alcuni hosting provider. Tra i quali YouTube Inc., Google Germany GmbH e Cyando AG.

La Corte di Giustizia dell’UE deve valutare la responsabilità dei gestori delle piattaforme online per il caricamento da parte degli utenti di contenuti lesivi di opere protette dal diritto d’autore.

L’Avvocato Generale UE ha affermato che YouTube, Google e Cyando AG non sono direttamente responsabili per il caricamento illegale di opere protette dal diritto d’autore da parte dei loro utenti.

In particolare nella causa contro Google LLC YouTube LLC, YouTube Inc. e Google Germany GmbH il produttore musicale Frank Peterson ha avviato un procedimento contro YouTube e Google per il caricamento sulla piattaforma YouTube di diversi fonogrammi protetti dal diritto d’autore.

Il materiale, nello specifico brani dell’artista Sarah Brightman e registrazioni sonore private realizzate durante i suoi concerti, era stato caricato dagli utenti senza la sua autorizzazione. 

La seconda controversia riguarda l’upload di varie opere protette da diritti esclusivi. Anche in questo caso il materiale è stato stato caricato illecitamente dagli utenti senza l’autorizzazione del proprietario.

La Corte di Giustizia Europea è stata, quindi, chiamata a valutare la corretta interpretazione delle Direttive comunitarie in tema di responsabilità dell’hosting provider.

E’ da precisare che la Direttiva 2019/790/UE sul diritto d’autore e sui diritti connessi nel mercato unico digitale non è ancora applicabile. Dovrà essere recepita da ciascuno Stato membro entro il 7 giugno 2021.

E’ un peccato perché la Direttiva ha introdotto, proprio per gli operatori di piattaforme online come YouTube, un nuovo regime di responsabilità specifico per le opere caricate illegalmente dagli utenti.

Infatti la Direttiva, tra le altre prescrizioni, impone agli host provider di ottenere un’autorizzazione dai titolari dei diritti per le opere caricate dagli utenti.

Nei due casi in esame la Corte di Giustizia Europea dovrà valutare la responsabilità degli operatori nell’ambito del regime attualmente in vigore.

Nello specifico la Direttiva:

  • 2000/31/CE sul commercio elettronico
  • 2001/29/CE sull’armonizzazione di alcuni aspetti del diritto d’autore e dei diritti connessi nella società dell’informazione
  • 2004/48/CE sull’applicazione dei diritti di proprietà intellettuale.

In applicazione della Direttiva 2001/29/CE l’Avvocato Generale UE ha chiesto alla Corte di Giustizia Europea di dichiarare che YouTube e Cyando non sono direttamente responsabili per la violazione del diritto esclusivo degli autori quando gli utenti caricano illegalmente le opere protette . 

Secondo l’Avvocato Generale, infatti, il ruolo svolto da tali operatori è quello di semplice intermediario. Che fornisce strutture fisiche che consentono agli utenti la comunicazione con il pubblico.

Di conseguenza, qualsiasi responsabilità derivante da tale comunicazione ricade esclusivamente sugli utenti. E non sugli hosting provider. 

L’avvocato Generale UE osserva, infatti, che il processo di caricamento di un file su una piattaforma come YouTube, una volta avviato dall’utente, è automatico. Senza, quindi, che l’hosting provider possa selezionare o determinare in altro modo il contenuto pubblicato.

Qualsiasi controllo automatizzato, effettuato dagli operatori non costituisce una vera e propria selezione. Essendo limitato esclusivamente all’identificazione di contenuti illegali. E, in ogni caso, non riflette l’intenzione del gestore di renderli pubblici. 

L’esenzione da responsabilità prevista dall’art. 14 della Direttiva 2000/31/CE sussiste a condizione che l’hosting provider non svolga un “ruolo attivo” nella conoscenza o nel controllo delle informazioni.

La norma, infatti, prevede che il prestatore del servizio non è responsabile delle informazioni memorizzate. A condizione che non sia effettivamente al corrente del fatto che l’attività o l’informazione è illecita.

E, per quanto riguarda le azioni risarcitorie, non sia al corrette di fatti o circostanze che rendono manifesta l’illegalità dell’attività o dell’informazione.

L’art. 14 prevede, anche, che l’hosting una volta che sia messo al corrente può essere esente da responsabilità se agisce immediatamente per rimuovere le informazioni e disabilitare il relativo accesso. 

La Corte di Giustizia Europea dovrebbe, quindi, disporre che i titolari dei diritti possano comunque richiedere l’ingiunzione quando sia accertato che terzi abbiano violato i loro diritti attraverso il servizio fornito dai gestori della piattaforma. Senza dover dimostrare un comportamento improprio da parte dell’hosting.

Vedremo cosa deciderà la Corte ma in attesa dell’applicazione della nuova Direttiva UE la responsabilità dell’hosting provider circa la legittimità dei contenuti pubblicati sembra tutt’altro che chiara.

 

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