“Who Has Your Back?” Sotto la lente di Electronic Frontier Foundation le aziende che hanno a cuore la nostra privacy

"Who Has Your Back?" Sotto la lente di Electronic Frontier Foundation le aziende che hanno a cuore la nostra privacy LEX AROUND ME MILANO

“Who Has Your Back?” Sotto la lente di Electronic Frontier Foundation le aziende che hanno a cuore la nostra privacy

Il settimo rapporto annuale di EFF (Electronic Frontier Foundation) l’organizzazione che difende la privacy digitale, la libertà di parola e l’innovazione, mette a confronto le grandi aziende IT con base negli USA – tra cui spiccano Google, Facebook, Adobe, Microsoft, Dropbox, Amazon, Apple, AirBnb, Uber e Yahoo – analizzando le politiche di tutta della privacy dei loro clienti verso le richieste di informazioni da perte dei governi.

I cinque criteri valutati riguardano l’adozione di best practice, la comunicazione all’utente di richieste fatte dai Governi per acquisire dati, la promessa di non fornire dati a terzi, lo sforzo di contrastare le richieste di trasferimento e accesso segreto ai dati degli utenti per fini investigativi e l’impegno verso il rispetto della legge “anti sorveglianza”.

Le aziende più virtuose che hanno mostrato di avere a cuore la difesa della privacy dei loro utenti verso le richieste dei Governi sono Adobe, Credo, Dropbox, Lyft, Pinterest, Sonic, Uber, Wickr e WordPress. Tutte queste aziende hanno all’attivo azioni concrete di difesa della privacy, incluse iniziative legali e definizioni di policy specifiche per contrastare l’eccessiva ingerenza dei governi.

Lasciano ancora qualche perplessità Amazon e WhatsApp, che nonostante abbiano adottato best practice per quanto concerne il contenuto, pubblicando linee guide ferree e un rapporto sulla trasparenza, non hanno una politica chiara di informazione all’utente e non si impegnano a promettere la difesa dei dati davanti a eventuali richieste dei governi.

È da notare che, nonostante le aziende abbiano la possibilità di chiedere la rivalutazione delle lettere che le incaricano a fornire “segretamente” alcuni dati per fini investigativi (secondo quanto stabilito dall’USA Freedom Act del 2015), nella quotidianità buona parte si limita a fornire le informazioni agli organi richiedenti senza battere ciglio. Tra queste rientrano Facebook, Google e Twitter.

Di seguito il link al settimo rapporto annuale di EFF: “Online Service Providers’ Privacy and Transparency Practices Regarding Government Access to User Data” meglio conosciuto come “Who Has Your Back?

 

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