Vorrei un Big Mac, anzi solo un Big

VORREI UN BIG MAC ANZI SOLO UN BIG AVV SILVIA DI VIRGILIO LEX AROUND ME MILANO

McDonald’s ha perso l’esclusiva  sull’utilizzo del marchio “Big Mac”. A vincere è stata la catena di fast-food irlandese Supermac’s.

Nel 2015 il colosso dei fast-food, famoso in tutto il mondo per l’inconfondibile M color giallo oro, ha fatto causa alla catena di ristoranti irlandese Supermac’s.

Per McDonald’s, infatti,  il nome “Supermacs” dato a un panino venduto dalla catena di fast-food, avrebbe creato confusione nei consumatori in quanto troppo simile al marchio Big Mac, celebre panino della catena McDonald’s.

Sulla base della somiglianza tra Supermac e Big Mac, il colosso americano aveva impedito al competitor irlandese di espandersi nel Regno Unito e in Europa.

Nel 2017 però la Supermac’s Holding Ltd. ha chiesto alla catena americana famosa in tutto il mondo di cambiare il nome di uno dei loro panini più importanti.

Supermacs ha chiesto, infatti, all’EUIPO – ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale – di cancellare il marchio ‘Big Mac’ registrato da McDonald’s.

L’ EUIPO sembra aver dato ragione alla Supermac’s e ha stabilito che McDonald’s non può più impedire l’utilizzo del marchio “Big Mac” nei prodotti della società concorrente.

I legali di McDonald’s avevano tentato di convincere l’EUIPO che il “Big Mac”, venduto in tutta Europa e molto conosciuto online, avrebbe meritato il riconoscimento di esclusività a seguito della sua nota diffusione.

Ma l’EUIPO ha ritenuto che McDonald’s non sia riuscita a dimostrare l’uso effettivo dei marchi registrati nel 1996 in tutta l’Unione Europea per un periodo continuato di cinque anni precedenti la contestazione nelle classi registrate.

Il marchio “Big Mac” è stato registrato nelle seguenti classi:

  • 29 Alimenti a base di carne, maiale, pesce e pollame, panini imbottiti a base di carne, panini imbottiti a base di pesce, panini imbottiti a base di carne di maiale, panini imbottiti a base di pollo, frutta e ortaggi conservati e cotti, uova, formaggi, latte, prodotti a base di latte, sottaceti, dolci.
  • 30 Panini imbottiti, panini imbottiti a base di carne, panini imbottiti a base di carne di maiale, panini imbottiti a base di pesce, panini imbottiti a base di pollo, biscotti, pane, dolci, biscotteria, cioccolato, caffè, succedanei del caffè, tè, senape, semola di avena, pasticceria, salse, condimenti, zucchero.
  • 42 Servizi prestati da ristoranti o riguardanti la gestione e il franchising di ristoranti e di altri locali o strutture destinati alla fornitura di cibi e bevande per il consumo e per strutture drive-in; preparazione di alimenti da asporto; progettazione dei suddetti ristoranti, locali e strutture per terzi; pianificazione della costruzione e consulenza per la costruzione di ristoranti per terzi.

La sentenza consente, quindi, ad altre società di utilizzare il nome “Big Mac” nell’Unione Europea. 

Pat McDonagh, che ha fondato i Supermac’s di Galway ben 41 anni fa, ha commentato:

“Questa è la fine del McBully”

alludendo al tentativo dell’azienda americana di fermare la crescita del suo marchio al di fuori dei confini irlandesi dove conta già più di 100 esercizi.

Per McDonagh, infatti, “McDonalds opera registrando nomi di marchi che poi vengono semplicemente archiviati e non usati”.

Operazioni che hanno il solo scopo di contrastare l’ascesa dei futuri concorrenti.

La sentenza dell’EUIPO apre adesso la strada a Supermac per aprire filiali in Gran Bretagna e nell’Europa continentale.

C’è da dire che da sempre McDonald’s è estremamente attenta nel campo del diritto dei marchi.

Nel 1993 ha addirittura vinto una causa bloccando un dentista di New York dalla promozione di servizi sotto il nome di “McDental”.

Nel 2016  ha impedito a una società di Singapore di registrare “Maccoffee” come marchio UE.

L’ufficio legale di McDonald’s ha, naturalmente, fatto sapere che farà ricorso dal momento che, qualora la decisione dell’EUIPO diventasse effettiva, la società dovrà ritirare dal commercio il suo Big Mac o cambiargli nome. Con  evidenti ripercussioni sia a livello di immagine che di investimenti fatti.

Attualmente il marchio “Big Mac” è soggetto alla procedura di annullamento. Per il momento, quindi, possiamo ancora ordinare il nostro Big Mac. Poi si vedrà.

 

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