Un Silenzio che non aveva fatto niente

UN SILENZIO CHE NON AVEVA FATTO NIENTE AVV SILVIA DI VIRGILIO LEX AROUND ME MILANO

Un Silenzio che non aveva fatto niente

Non sarebbe il Festival di Sanremo senza una nuova polemica.

E quest’anno è arrivata alla fine della prima serata della 68ma edizione del Festival.

La canzone “Non mi avete fatto niente” presentata dalla coppia Ermal Meta e Fabrizio Moro sembra somigliare, nel testo e nella melodia, al brano  “Silenzio”, cantato nell’edizione di Sanremo Giovani del 2016 da Ambra Calvani e Gabriele De Pascali.

Il ritornello di “Silenzio” è questo: “Non mi avete tolto niente, non avete avuto niente, questa è la mia vita che va avanti oltre tutto e oltre la gente”.

Nel brano di Ermal Meta e Fabrizio Moro,  le parole del ritornello sono:

“Non mi avete fatto niente, non mi avete tolto niente, questa è la mia vita che va avanti, oltre tutto, oltre la gente”.

Molto simili, vero?

Scoppia il caso ma per ora non si parla  di squalifica per plagio perché secondo gli organizzatori:

“l’autore aveva dichiarato la rielaborazione di un suo brano nei termini previsti dalla legge e dal regolamento che prevede la possibilità di campionare o utilizzare stralci purché entro un limite del 30%”

“Paradossalmente avrebbero potuto riprenderla quasi tutta”.

E aggiungono “la Rai sta facendo tutti gli accertamenti del caso e poi si valuterà”.

Ma in cosa consiste il plagio di una canzone?

Si sa, le note sono otto e le possibilità di combinazione non sono infinite.

È, quindi, possibile che una melodia, anche al di là dell’intenzione dell’autore, sia simile o abbia delle analogie rispetto a quella di un’altra canzone.

Il carattere di originalità dei brani non può essere escluso in ragione di un sostanziale riecheggiamento degli stessi suoni o di intervalli ritmici di un altro brano.

Per poter parlare di plagio occorre appropriasi dello “specifico di una sola melodia”.

Non è sufficiente l’appropriazione di uno schema melodico che sia assolutamente comune e ricorrente e che costituisca un utilizzo di sistemi e formule acquisite dai compositori di musica leggera.

L’elemento che può far riconoscere, in un brano musicale, la creatività altrui è la linea melodica.

Ma la composizione musicale è composta anche dal ritmo, dal timbro e da accordi armonici.

Tutti elementi che incidono al fine di far riconoscere il plagio.

Secondo la giurisprudenza non c’è plagio nella riproduzione di un nucleo musicale ritmico armonico di una canzone utilizzato in un’altra come ritornello con diverso accompagnamento

se suscita una diversa impressione nell’ascoltatore in base alla giustificazione dell’esistenza di “un patrimonio musicale che è nella coscienza della generalità”

Il plagio non è riconosciuto neppure nel caso di semplice assonanza melodica ridotta a un inciso di due battute.

C’è, invece, plagio nella riproduzione della maggior parte delle battute del ritornello di un’altra composizione o di parte della composizione e del ritornello o del ritornello dotato di originalità.

Il problema dell’identificazione del plagio diventa più complesso quando si tratta di opera composta, come la canzone con parole.

Quando c’è plagio del testo di una canzone?

Non solo la riproduzione integrale dell’opera costituisce violazione del diritto d’autore, ma anche quella di parti significative della stessa.

In particolare c’è plagio quando l’opera è costituita da parti autonome e ben individuate rispetto al tutto e queste siano oggetto di integrale riproduzione.

Non è sufficiente che una o più idee o frasi presenti in un testo trovino collocazione nell’altro.

Si deve cogliere una vera e propria trasposizione di quel “nucleo individualizzante” che caratterizza l’opera come originale, frutto dell’attività creativa dell’autore.

Tra gli autori della canzone al centro dello scandalo, oltre a Meta e Moro, compare anche Andrea Febo, che avrebbe firmato  anche il brano Silenzio.

I timori, quindi, sono soprattutto legati al fatto che la canzone sia stata già eseguita in  pubblico e possa violare il regolamento del Festival che recita:

“Sussiste inoltre la caratteristica di canzone nuova nell’eventualità di utilizzo di stralci ‘campionati’ di canzoni già edite, sempre che questi – nel totale – non superino un terzo della canzone ‘nuova’ stessa”.

Plagio o non plagio, quindi, questo non è il problema.

Quello che peserà sulla decisione degli organizzatori del Festival di squalificare o meno il duo canoro è che “Silenzio” sia stato già eseguito davanti a un pubblico.

Perché Sanremo è Sanremo!!!

 

Ti è piaciuto questo post? Fammelo sapere nei commenti e se vuoi fammi un tweet.

Un Silenzio che non aveva fatto niente #proprietàintellettuale #plagio #LexAroundMe Condividi il Tweet

Vuoi saperne di più sulla proprietà intellettuale? Leggi gli altri Post sull’argomento oppure contattami. Siamo a tua disposizione per rispondere alle tue domande e darti i chiarimenti che ti servono.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.