Un marchio spaccante

UN MARCHIO SPACCANTE AVV SILVIA DI VIRGILIO LEX AROUND ME MILANO

Un marchio spaccante

Tutti, chi per curiosità professionale, chi per curiosità artistica e chi per curiosità e basta abbiamo appreso della vicenda Bova-Ceretti-Morales…del resto i feed sono stati inondati di particolari più o meno edificanti della vicenda sulla quale ci hanno realmente guadagnato pochi (il solito “qualcuno”) e speculato in tanti…fosse solo in visibilità.

Il marchio spaccante

Adesso impazza la notizia che Raul Bova ha depositato presso l’ufficio marchi e brevetti italiano (UIBM) due domande di marchio denominativo : “occhi spaccanti” e l’intera frase “Buongiorno essere speciale dal sorriso meraviglioso e dagli occhi spaccanti”. Entrambi i marchi sono stati depositati in 12 classi, tra cui essenze, abbigliamento, alcolici, ristorazione, NFT, servizi di intrattenimento, ecc..

Da un punto di vista meramente giuridico, la tutela del cliente è strategia. Quindi avendo già agito in sede penale e davanti al Garante Privacy per la diffusione illecita di audio privati – da ricordare divulgati senza autorizzazione e con il mero scopo di speculare sulla vicenda a discapito delle parti coinvolte – a mio avviso questa è un’ulteriore mossa strategica a tutela del cliente.

Come fai ad arginare l’uso indiscriminato dell’audio per creare hype? La creazione di meme sulla vicenda? L’uso indiscriminato sui social di parti dell’audio per aumentare visibilità? E anche l’utilizzo  in campagna commerciali? Sei Raul Bova potresti anche fare causa a tutti ma lo sappiamo come vanno queste cose…tempo che inizia il giudizio e siamo già passati alla notizia successiva.

Il deposito del marchio, dal momento che dubito che Bova si darà alla ristorazione o alla creazione di NFT, è finalizzato ad impedirne a terzi l’uso per altrettanti scopi commerciali. E non sarebbe certo la prima volta che fatti di cronaca diventano meme, marchi o attività commerciali.

UN MARCHIO SPACCANTE AVV SILVIA DI VIRGILIO LEX AROUND ME MILANO

Photo by Vinicius “amnx” Amano on Unsplash

Casi famosi di utilizzo di marchio

Nel 2017 la figlia e il genero di Totò Riina avevano calcinato un e-commerce di caffè e olio dal nome “Zù-Totò” con tanto di crowdfunding per sostenere l’attività.

Nel 2020 sono state depositate circa una trentina di domande di marchio contenenti il termine “Corona Virus” nelle categorie più disparate.

Per poi passare all’utilizzo di vari motti e appropriazioni culturali in ambito fashion. Il più “famoso” in Italia, tanto per cambiare, nel 2023 il “Pensati Libera” di Chiara Ferragni.

Tornando alla vicenda del marchio “spaccante” non sappiamo se entrambi i marchi passeranno il vaglio dell’UIBM è certo tuttavia che nel frattempo, dal deposito della domanda al rilascio del certificato o al suo rigetto, l’uso dei due marchi potrà essere impedito…e visto il tempo che dura l’interesse per ogni notizia nel nostro Paese direi che la protezione, anche in caso di rifiuto, varrà giusto il tempo dell’estate che stiamo trascorrendo. E poi a settembre altra notizia su cui fare nuovi meme e ottenere visibilità.

Il diritto è strategia. E tutelare un cliente vuol dire agire su tutti i fonti possibili, anche usando la creatività. E non c’entra né il diritto di cronaca e né la satira. Il deposito del marchio non serve a impedire questo, e ci mancherebbe. Parliamo sempre di sfruttamento commerciale illegittimo.

Semmai personalmente mi domando come sia stato possibile che l’UIBM abbia già provveduto alla pubblicazione di una domanda di marchio depositata il 5 agosto, così facendo decorrere i tre mesi per eventuali opposizioni, quando normalmente l’esame di una domanda porta via svariate settimane.  E’ questa, per chi si occupa di registrare marchi, la vera notizia!

 

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