Social Media in ambito aziendale

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Sei un’azienda e vuoi essere presente sui social network? Vuoi aprire un profilo aziendale Facebook?

Se hai risposto sì questo articolo fa per te.

Nella gran parte dei casi l’iscrizione a un sito di social media è gratuita. Ma la registrazione di un profilo comporta la conclusione di un vero e proprio contratto a oggetto informatico (c.d. contratto di social networking).

Di conseguenza, la decisione relativa all’iscrizione dell’azienda ai servizi social deve essere presa (o quantomeno autorizzata) dal soggetto che, in base all’organizzazione aziendale, è in grado di impegnare l’azienda stessa verso l’esterno.

Tale autorizzazione è ancor più necessaria se si pensa che, di norma, l’utente dei siti di social non ha la possibilità di influire sui contenuti del contratto. Può soltanto scegliere se aderire o meno al servizio.

Sotto questo profilo assume grande importanza la lettura dei termini di servizio che devono essere accettati dall’azienda prima di poter accedere ai servizi di social media. Quindi prima della creazione del profilo.

Tali condizioni, che è opportuno conservare al pari di qualunque altro contratto, riguardano:

  • la riservatezza dei dati degli utenti (privacy policy)
  • le condotte consentite all’utente
  • i diritti sui contenuti inseriti dagli utenti
  • le limitazioni di responsabilità del fornitore

Tra gli aspetti maggiormente rilevanti rientrano quelli legati alla privacy degli utenti e ai contenuti veicolati attraverso i canali social. Con riferimento al primo aspetto, deve essere sempre garantita la conformità con quanto previsto dalla normativa in vigore. In relazione, invece, ai diritti d’autore e di proprietà intellettuale che l’azienda può vantare su alcuni dei contenuti pubblicati, si deve tenere conto che alcuni provider nei propri modelli contrattuali prevedono che l’utente trasferisca al fornitore il diritto di utilizzare, anche a fini commerciali, il materiale caricato sulle proprie piattaforme.

Quali contenuti si possono pubblicare sui social media?

Nell’uso dei social media l’azienda deve prestare attenzione ai comportamenti vietati dal gestore del social network. Comportamenti che potrebbero comportare la cancellazione del profilo o dell’account. Altro aspetto da tenere in considerazione è che tutti i contenuti pubblicati sui canali social non devono ledere i diritti d’autore o di proprietà intellettuale di terzi soggetti. Comportamento che potrebbe esporre l’azienda a un contenzioso.

Nel caso di fotografie, ad es. in cui si disponga di contenuti che non sono originali dell’azienda, è opportuno ricercare immagini non coperte da privativa. A questo fine ci sono strumenti liberamente disponibili in rete. Ad es. utilizzando, quando disponibili, risultati utilizzabili o condivisibili liberamente. Oppure immagini coperte da licenze Creative Commons, scaricabili sulla piattaforma “Google immagini”, “Flikr” o “Pixabay”.

Per approfondire l’uso corretto delle immagini leggi il mio post Condividi nel modo giusto le tue immagini?

In ogni caso, la pubblicazione di contenuti altrui dovrà essere accompagnata, se presente, dal riferimento alla licenza alla stessa applicata e alla fonte.

Inoltre i termini di servizio sono soggetti a frequente revisione e modifica da parte dei fornitori del servizio. E’ opportuno, quindi, monitorare l’evoluzione di questo documento in modo da valutare, volta per volta, se le modifiche possano essere accettate. Oppure se l’azienda debba abbandonare il social network o rivedere le categorie di contenuti da pubblicare.

Ad es. campagne pubblicitarie che ritraggono donne nella fase dell’allattamento, contrarie alle policy di alcuni social network, possono portare alla rimozione dell’immagine. O, addirittura, alla sospensione del profilo dell’utente che le ha postate.

L’hashtag è protetto dal diritto d’autore?

Come noto, l’hashtag è una parola chiave preceduta dal simbolo “#” inserita nel messaggio postato dagli utenti sui social media. Viene usata per raggruppare tutti i post che fanno riferimento a un tema e renderli più facilmente ricercabili.

In linea di principio, anche l’hashtag potrebbe essere coperto dal diritto d’autore nel caso in cui ricorrano i requisiti di creatività e originalità previsti dalla Legge n. 633/1941.

Allo stesso modo, sussistendone i presupposti, è possibile registrare l’hashtag come marchio ed è possibile contestare l’uso illegittimo da parte di terzi di un hashtag che riproduca un segno distintivo atipico. Ad es. l’uso di un marchio di un concorrente nel post che pubblicizza un prodotto/servizio aziendale.

Se sei interessato alla tutela del marchio leggi i miei post sulla proprietà industriale e poi contattami avrai tutte le informazioni che ti servono per proteggere al meglio la tua azienda.

 

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