Rivoluzione Libra

RIVOLUZIONE LIBRA AVV SILVIA DI VIRGILIO LEX AROUND ME MILANO

Rivoluzione Libra.

E’ la solita vecchia questione: quanto cediamo della nostra libertà alla tecnologia?

Quanto condividiamo ogni giorno in favore della comodità?

Gli acquisti che facciamo online, il cibo che ordiniamo, la spesa che ci facciamo consegnare a casa, la musica che ascoltiamo, i contenuti che vediamo, i viaggi che prenotiamo, le infinite volte al giorno in cui chiediamo qualcosa a Santa Google.

Tutto questo contribuisce a creare la nostra identità digitale.

Noi siamo quello che digitiamo. Anzi, grazie ai dispositivi come Alexa, noi siamo quello che domandiamo.

Una condivisione di dati da quando ci alziamo a quando andiamo a dormire. Anzi che forniscono informazioni su di noi anche mentre dormiamo.

Dal 2020 tutti noi potremo pagare in Libra, la criptovaluta con cui Facebook fa il suo ingresso nel mondo dei pagamenti elettronici con lo smartphone.

Libra è una fondazione no profit, di cui oltre alla società Facebook, fanno parte:

  • VISA, Master Card e Paypal
  • Iliad e Vodafone
  • Booking, Uber ed Ebay

Che differenza c’è con Bitcoin?

Anche Libra è una criptovaluta. 

Esistono però alcune differenze: Bitcoin è nato come una piattaforma per facilitare gli scambi finanziari ma è diventato soprattutto un investimento e una riserva di valore (definito “l’oro digitale”).

Libra si propone, invece, come moneta per inviare denaro ed effettuare transazioni.

Inoltre avrà un valore stabile legato a un paniere di valute come l’euro e il dollaro statunitense, superando la volatilità e le fluttuazioni tipiche delle altre criptovalute.

Per questo dovrebbe essere più adatta per i micropagamenti.

Libra dovrebbe consentire anche costi molto più bassi (e velocità maggiore) per le transazioni. Gli utenti avranno anche a disposizione un’ assistenza live 24 ore su 24, in caso di furto o smarrimento delle password o degli smartphone d’accesso. 

Inoltre Libra è, in termini tecnici, una stablecoin – una moneta stabile – agganciata a un paniere di «asset a bassa volatilità, come depositi bancari e titoli di Stato».

Questo vuol dire che potrà sempre essere convertita in dollari o euro senza oscillazioni clamorose.

Secondo  Mark Zuckerberg: «L’obiettivo è di offrire l’accesso a uno strumento finanziario elettronico al miliardo e 700 milione di abitanti del pianeta che oggi sono tagliati fuori dall’economia perché non hanno un conto in banca».

Quindi una nuova struttura tecnologica che permetterà a chiunque sia in possesso di uno smartphone di pagare e inviare denaro senza dover aprire un conto in banca o possedere  una carta di credito fisica.

Per creare un account, pagare in Libra e superare i controlli antifrode bisognerà solo fornire un documento di identità e altre informazioni anagrafiche.

«L’invio di denaro sarà facile come l’uso delle app e la condivisione di messaggi o fotografie», ha specificato Zuckerberg.

Come useremo Libra?

  • per i pagamenti nel circuito Mastercard, Paypal, PayU, Visa
  • per acquisti e prenotazioni su Booking, eBay, Facebook, Spotify, Uber
  • nelle telecomunicazioni con Iliad e Vodafone
  • per scambiare e trasferire denaro

Ma non è tutto oro quello che luccica.

Tra gli aspetti più delicati ci sono i controlli antiriciclaggio, il rischio che sia usata per finanziare attività illecite e il trattamento dei dati personali.

Facebook conta circa 2,3 miliardi di utenti. Utenti che acquistano e vendono prodotti, cercano i grandi brand, si informano e lasciano continue tracce delle loro abitudini o comportamenti.

Esistono strumenti che permettono di attingere a tutti i dati degli utenti, sia per i soggetti partner (WhatsApp, Messenger e Instagram), sia per chi ha siglato accordi con la piattaforma social.

Queste realtà entrano in possesso delle nostre informazioni con un accesso spesso a livello “profondo” tramite tools che permettono di conoscere la vita delle persone e dunque di fare attività di profilazione. 

Questo consente di individuare profili di utenti e realizzare campagne pubblicitarie mirate in base ai nostri gusti, abitudini e stili di vita. Ma anche all’età, al ceto sociale, alla formazione culturale o il luogo in cui viviamo.

Grazie a Libra, infatti, Facebook potrà avere accesso anche a tutte le nostre transazioni finanziarie.

Non solo.

Ognuno di noi utilizza servizi web gratuiti, di cui legge accuratamente le condizioni, prima di cliccare “Accetto”. Perché le leggete sempre le condizioni, vero?.

Quindi siamo consapevoli che se utilizziamo servizi di posta gratuiti o servizi di messaggistica gratuiti la nostra privacy non è tutelata al 100%.

Anzi accettiamo che una serie di dati venga registrata. È una condizione che accettiamo in cambio dell’utilizzo di servizi gratuiti. E non possiamo farne a meno. Chi di noi da un giorno all’altro farebbe a meno di WhatsApp, di GoogleMap o di Gmail? E di tutti i servizi connessi?

E quindi usare un sistema di pagamento, gratuito, ma connesso a tutti i servizi dei giganti del web sarà molto comodo. Così comodo da non poterne più fare a meno.

E se a quel punto smettesse di essere gratuito? E se fossimo costretti a non diffondere determinate opinioni per non essere bloccati non solo dall’utilizzo del nostro account Facebook ma anche dall’accesso a un servizio di pagamento che utilizziamo per ricevere il bonifico dello stipendio, il compenso per le nostre consulenze o il pagamento dei nostri prodotti?

Non so se dal 2020 i miei clienti decideranno di pagare le mie consulenze in Libra ma sono sicura che almeno con me i loro dati e la loro attività saranno sempre al sicuro.

 

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