Ferrero: Che mondo sarebbe senza Nutella?

FERRERO CHE MONDO SAREBBE SENZA NUTELLA LEX AROUND ME MILANO

Ferrero: Che mondo sarebbe senza Nutella?

Sì lo so. La Nutella contiene l’olio di palma. Sì lo so. L’olio di palma è da tempo al centro di numerosi dibattiti per le sue conseguenze sull’ambiente e sulla salute.

 

Sì lo so. Ma quanto è buona la Nutella?

Questo articolo non parla di olio di palma né del suo utilizzo, più o meno corretto, nella fase della coltivazione o nel suo impiego nell’alimentazione. Come ogni cibo che consumiamo, se la materia prima viene rispettata all’origine e se ne fa un consumo intelligente, a mio avviso la questione non si pone.

Questo articolo parla della storia di una grande azienda Italiana, la Ferrero, e dell’evoluzione del suo marchio.

La Ferrero viene fondata nel 1942 da Pietro Ferrero che apre ad Alba, Cuneo, una fabbrica dolciaria, all’epoca poco più grande di un laboratorio di pasticceria.

L’idea di utilizzare le nocciole, largamente disponibili nella zona e con un costo contenuto per quegli anni, è una necessità che si è poi rivelata un’idea geniale e un ingrediente tutt’oggi presente in gran parte dei prodotti Ferrero.

Nel 1946 Ferrero realizza il primo prodotto a crema solida con nocciole, che chiama prima Pasta Gianduja e poi Giandujot, in onore del famoso cioccolatino torinese. Il prodotto riscuote da subito un grande successo, sia perché economico e sia perché confezionato in della carta stagnola, quindi facilmente trasportabile per poi poter essere tagliato e spalmato.

In questo primo marchio dell’azienda appare l’immagine di un sorridente Gianduja, la tipica maschera piemontese, con due bambini e la firma dei Ferrero.

  • 1946

FERRERO 1946 LEX AROUND ME MILANO

Ferrero 1946.

 

 

 

 

 

 

 

 

Negli anni Cinquanta la pasta alle nocciole Giandujot non è più il solo prodotto che la Ferrero offre; per contraddistinguere i nuovi prodotti, nel 1954, il marchio lascia il posto a un segno più moderno, in cui la scritta viene avvolta dalla lettera “F” con al centro una corona stilizzata, riferimento ad Alba, la città dalle cento torri.

  • 1954

FERRERO 1954 LEX AROUND ME MILANO

Ferrero 1954.

 

 

 

 

 

 

 

 

Nel 1956 viene lanciato, in contemporanea sul mercato Italiano e Tedesco, Mon Cherì: cioccolato, ciliegia e liquore in una confezione rosso scintillante.

Nel 1964, in pieno boom economico e in occasione della presentazione della Nutella – che vede il suo esordio il 20 aprile del 1964 –  viene introdotto un nuovo marchio, a caratteri maiuscoli e senza il riferimento alla città d’origine.

  • 1964

FERRERO 1964 LEX AROUND ME MILANO

Ferrero 1964.

 

 

 

 

 

 

 

 

Il nuovo marchio dà importanza all’azienda ed è con questo marchio che la Ferrero è riconoscibile sul mercato ancora oggi.

Con Nutella il successo della Ferrero esce dai confini nazionali, arrivando prima in Europa e poi in tutto il mondo, e diventando un marchio nuovo dell’azienda.

Viene poi inaugurata la linea “Kinder Cioccolato” e nel 1965 la Ferrero si espande oltre oceano, con una produzione mondiale.

La linea Kinder diventa, dal 1968, un vero e proprio marchio della Ferrero, con una linea di prodotti tuttora venduti: Kinder Fetta al Latte, Kinder Cereali, Kinder Bueno, Kinder Pinguì, Kinder Paradiso, ecc…

  • 1968

KINDER 1968 LEX AROUND ME MILANO

Kinder 1968.

 

 

 

 

 

 

 

 

Il segreto della linea Kinder Ferrero è stato quello di saper puntare sul concetto di merenda sana per i bambini. Si sa che ogni mamma è attenta all’alimentazione del proprio figlio e trovare il giusto equilibrio tra una merenda sana e al tempo stesso buona è da sempre una grande sfida.

Ferrero ha saputo sfruttare questo aspetto, unendo i bisogni delle mamme e dei loro bambini e lanciando il messaggio Più Latte Meno Cacao.

A fine anni Sessanta Ferrero ottiene con Kinder Cioccolato il giusto compromesso: una tavoletta al latte, ricoperta di cioccolato, divisa in tante porzioni in modo da poterne dosare la quantità.

Ferrero è in grado di leggere i cambiamenti in corso e a metà degli anni Settanta intuisce che le mamme non hanno più tempo di preparare tutti i giorni dolci e torte fatti in casa. Nel 1975 esce, quindi, Kinder Brioss la merendina realizzata con pan di Spagna e farcita da un doppio strato di crema al latte.

Anche Pocket Coffee è frutto di un’intuizione geniale. Negli anni Sessanta non c’erano ancora i bar negli autogrill, così Ferrero pensa a un prodotto che regali energia a chi viaggia e lavora tanto e che potesse essere reperibile facilmente. Nasce così la pralina al caffè accompagnata dallo storico claim: la carica del caffè e l’energia del cioccolato.

Un altro grande successo è Ferrero Rocher. Nato nel 1982 questo cioccolatino è ispirato alla pasticceria mignon, ricercata ed elegante. Anche la campagna pubblicitaria girava, infatti, intorno al concetto di lusso: chi non si ricorda “Ambrogio? Avverto un leggero languorino…la mia non è proprio fame è più voglia di qualcosa di buono”.

Ma per i bambini il prodotto in assoluto vincente è Kinder Sorpresa, presente dal 1974 sul mercato. Il successo nasce dall’aver unito la golosità del cioccolato con la scoperta della sorpresa racchiusa al suo interno. In questo Ferrero è stato geniale: “Sapete perché ai bambini piacciono tanto le uova di Pasqua? Perché hanno le sorprese dentro… Allora, sapete che cosa dobbiamo fare? Diamogli la Pasqua tutti i giorni”.

E i grandi? Io non conosco nessuno che non abbia mai assaggiato la Nutella. Pane e Nutella rimane ancora oggi la mia colazione preferita, soprattutto quando voglio coccolarmi. Poi quando decido di stare alla larga dalla bilancia, immergere il cucchiaio nel barattolo della Nutella è pura gioia!!!

FERRERO CHE MONDO SAREBBE SENZA NUTELLA LEX AROUND ME MILANO

Nutella…Come Te Non C’è Nessuno!

Ferrero ha declinato le sue linee di prodotto in nuovi marchi, registrando un marchio per ogni nuovo prodotto. In questo modo ha rafforzato il nome della sua azienda, tutelato il suo prodotto e affermato il suo ruolo nel mercato.

Vuoi scoprire altre storie di grandi marchi? Vieni a curiosare nella sezione Storia dei Marchi.

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