L’arte in una foto

L ARTE IN UNA FOTO AVV SILVIA DI VIRGILIO LEX AROUND ME MILANO

L’arte in una foto.

Quanti di noi hanno, almeno una volta, fotografato un’opera d’arte presente nei musei per poi postarla sul profilo Instagram o Facebook?

Ci siamo mai chiesti se e quanto siamo realmente titolari dei diritti relativi a quella fotografia?

Per affrontare questo tema è necessario individuare l’ambito giuridico della tutela della fotografia e delle opere d’arte.

La Legge sul Diritto d’Autore (633/1941) disciplina l’attribuzione su diritti e facoltà che spettano all’autore dell’opera, in quanto la stessa è frutto del suo ingegno creativo.

Per ciò che riguarda la fotografia, l’art. 2 della Legge sul Diritto d’Autore identifica al punto 7, “le opere fotografiche e quelle espresse con procedimento analogo a quello della fotografia sempre che non si tratti di semplice fotografia protetta ai sensi delle norme del Capo V e del Titolo II”, come protette dal diritto d’autore.

Non tutte le opere fotografiche godono della tutela autorale, questo perché la stessa è riconosciuta nei casi in cui l’opera possiede il cd. “carattere creativo”.

In riferimento all’aspetto “creativo”, il Tribunale di Catania evidenzia il rapporto tra il processo meccanico di scatto e il processo intellettuale dell’autore, che deve subentrare al mero utilizzo del corpo macchina, determinando le caratteristiche creative dell’inquadratura, della luce e dello scatto.

Mentre per il Tribunale di Milano “il carattere artistico (….) sussiste ogni qualvolta l’autore non si sia limitato a una riproduzione della realtà, ma abbia inserito nello scatto la propria fantasia, il proprio gusto, la propria sensibilità, così da trasmettere le proprie emozioni. Il carattere artistico prescinde dalla paternità delle riproduzioni a fotografi di fama, dal fatto che la fotografia sia tratta da un archivio e dalla notorietà del soggetto ritratto”.

E le foto scattate alle opere d’arte nei musei?

Bisogna capire quando la riproduzione di un’opera d’arte è di libera fruizione e quando invece subentrano i diritti di proprietà.

Infatti si deve distinguere l’opera d’arte, culturale o museale, che nella maggior parte dei casi ricade nel pubblico dominio essendo trascorsi 70 anni dalla morte dell’autore dalla fotografia, che riprende il dipinto in questione.

L’art. 70 della Legge sul Diritto d’Autore introduce, al comma 1 bis, l’elemento della cd “bassa risoluzione” e stabilisce che “è consentita la libera pubblicazione attraverso la rete internet, a titolo gratuito di immagini e musica a bassa risoluzione o degradate, per uso didattico o scientifico e solo nel caso in cui tale utilizzo non sia a scopo di lucro.”

L’introduzione del formato della foto in bassa risoluzione permette di arginare il fenomeno dell’uso di immagini per usi commerciali, limitando questo formato al solo uso privato. Anche quando le stesse immagini siano diffuse al pubblico tramite la condivisione sulle proprie piattaforme social.

Infatti, capita di frequente che, il “fotografo-turista”, apponga sugli scatti pubblicati online la dicitura del copyright in maniera del tutto erronea.

In questo modo si genera confusione sui diritti di proprietà dell’opera originale e anche sul luogo nel quale la stessa è esposta. Ma anche sui diritti legali alla titolarità della foto e dei musei che detengono l’opera in oggetto, i quali hanno la funzione di “diffusione del bene culturale”.

Per questi casi di fruizione esterne delle opere su supporto fotografico digitale, il Wikimedia Commons ha come idea di base quella di mettere a disposizione di chiunque lo scatto del fotografo, creando un sistema di “cifratura” delle opere contenute nelle sue banche dati e identificando con il codice PD le opere di Pubblico Dominio:

  • PD-OLD per le immagini con copyright scaduto, poiché decorsi i 70 anni dalla morte dell’autore
  • PD-ART per le riproduzioni fotografiche di opere d’arte pittoriche bidimensionali il cui autore è deceduto più di 70 anni fa
  • PD-SELF per le opere pubblicate nel pubblico dominio dall’autore che ha caricato i file.

In Italia queste evoluzioni si sono avute con il decreto ArtBonus e Turismo del 28 luglio 2014, che modifica l’art. 108 del Codice dei beni culturali e del paesaggio, introducendo la possibilità di pubblicare le fotografie che riproducono beni culturali. Purché non ci sia scopo di lucro nella condivisione ma solo fine di ricerca, studio e manifestazione di un pensiero o di espressione creativa.

Nelle modifiche apportate dal Decreto si fa riferimento alla risoluzione dell’immagine sottolineando come la stessa, riprodotta da un cellulare, non avrà mai la pretesa di poter essere utilizzata per scopi commerciali.

Non sono però esonerati dal pagamento di un canone tutti i terzi che, nonostante la qualità di risoluzione dell’immagine, vogliano farne un uso con finalità di lucro.

Esistono diverse iniziative sul web finalizzate alla divulgazione delle opere di patrimonio culturale per mezzo della cd. “Free Art Licence”, che permette la diffusione delle stesse rispettando i diritti dell’autore originario.

Google, con il progetto della Cultural Institute, in collaborazione con il Metropolitan di New York, la Tate Gallery di Londra, gli Uffizi di Firenze ed i Capitolini di Roma , prevede tre programmi:

  • Art Project ,che sviluppa un tour a 360 gradi delle gallerie con la tecnologia street view
  • Momenti storici , mostre online su momenti storici
  • World Wonders Project per gli insegnanti, per poter scaricare pacchetti di materiali su argomenti specifici, da utilizzare in classe.

Nonostante la liberalizzazione degli scatti nei musei, la divulgazione degli stessi non ci rende titolari dei diritti d’autore della foto in questione. Questo perché manca  la connotazione artistica che ne fa emergere il cd. “carattere creativo” e che ne garantisce la tutela autorale.

Vuoi scoprire se le foto che pubblichi sono coperte da copyright? Contattami e scopri anche il nostro servizio di consulenza telefonica studiato apposta per te!

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