Lacoste abbandona il coccodrillo ed è subito sold out

LACOSTE ABBANDONA IL COCCODRILLO ED E SUBITO SOLD OUT AVV SILVIA DI VIRGILIO LEX AROUND ME MILANO

Lacoste abbandona il coccodrillo ed è subito sold out.

Il marchio di moda francese Lacoste ha cambiato il logo del suo marchio storico per la prima volta nella sua storia.

Il coccodrillo verde Lacoste è uno dei marchi più famosi al mondo ma è stato sostituito per un’iniziativa di beneficenza legata a Save Our Species, associazione che coordina progetti mirati principalmente a preservare le specie animali in via di estinzione.

Il marchio è stato sostituito con alcune delle dieci specie più minacciate del pianeta, dando vita a un set delle sue classiche polo bianche in edizione limitata.

 

LACOSTE ABBANDONA IL COCCODRILLO ED E SUBITO SOLD OUT AVV SILVIA DI VIRGILIO LEX AROUND ME MILANO

Lacoste Save Our Species

 

 

In edizione limitata – 1.775, esemplari – le polo sono andate esaurite entro poche ore subito dopo la sfilata della settimana della moda a Parigi.

Il numero di polo messe in vendita non è un caso: il numero di ogni capo disponibile è direttamente legato al numero rimanente di ogni specie minacciata sopravvissuta in natura.

La casa di abbigliamento francese Lacoste è stata fondata nel 1933 da Renè Lacoste e Andrea Gillier.

Diventata famosa per l’invenzione della maglia polo con il coccodrillo collocato alla sinistra del petto, l’azienda di abbigliamento nasce  in seguito alla creazione del “modello 1212”, la polo che il grande tennista Lacoste aveva iniziato a commercializzare alla fine degli anni venti.

La tradizione vuole che Lacoste, desideroso di creare un indumento comodo e funzionale per i tennisti dell’epoca, prese in considerazione due indumenti: la camicia e la T-shirt.

Dalla loro fusione nasce quella che venne definita “polo” e che conserva la praticità di una T-shirt a maniche corte, unita all’eleganza della camicia (nel colletto a coste).

Il coccodrillo, simbolo della casa francese, è rimasto immutato nel corso degli anni, tranne per una leggera riduzione di dimensioni negli ultimi decenni.

La storia del “Coccodrillo” inizia nel 1927.

René Lacoste racconta come il suo soprannome fosse diventato un emblema di fama mondiale:

La stampa statunitense mi ha soprannominato “Il Coccodrillo” in seguito ad una scommessa che avevo fatto col Capitano della squadra francese della Coppa Davis.

Mi aveva promesso una valigia in coccodrillo se avessi vinto una partita importante per la squadra.

Il pubblico americano si è ricordato questo soprannome che sottolineava la tenacia da me dimostrata sui campi da tennis, in quanto non mollavo mai la preda!

Il mio amico Robert George mi disegnò un coccodrillo che fu poi ricamato sul blazer che indossavo in campo.

Cosa c’è di più sacro del marchio?

Saper giocare con il proprio marchio è a dir poco geniale.

Prendersi il rischio di ripensare, anche se solo temporaneamente, il marchio è un’azione di marketing vera e propria.

Rappresenta un modo per giocare con il marchio, con il massimo beneficio d’immagine e di contenuto.

Ma questa operazione di Lacoste è molto di più.

Qui l’audacia sta nella scelta non solo di modificare ma addirittura di cancellare il proprio marchio. E di riaffermarlo grazie a un meccanismo di evocazione che porta alla visibilità del marchio attraverso la sua modifica.

L’autorevolezza del marchio è utile alla causa animalista ma anche il marchio beneficia della nuova veste grafica.

Un marchio così forte da poter mutare radicalmente pelle, senza perdere riconoscibilità. Anzi acquistando valore.

Se hai un marchio di valore e lo tuteli nel modo corretto disponi di un patrimonio prezioso con cui puoi giocare aumentando il tuo posizionamento nel mercato.

Vuoi dare valore al tuo marchio? Leggi il mio Post “Il marchio come patrimonio aziendale“.

Per ulteriori approfondimenti o per avere maggiori informazioni contattami per tutelare al meglio il tuo marchio.

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