La vetrina di Amazon non è originale

LA VETRINA DI AMAZON NON E ORIGINALE AVV SILVIA DI VIRGILIO LEX AROUND ME MILANO

La vetrina di Amazon non è originale.

Recentemente, il colosso dell’e-commerce Amazon si è trovato al centro di una dura polemica che riguarda da vicino i consumatori.

Gli amanti delle famose calzature tedesche Birkenstock si saranno forse accorti che dal 1°gennaio 2018 non è più possibile acquistare i comodissimi sandali su Amazon.

Perché?

“TROPPI FALSI” questa l’accusa mossa dalla Società tedesca al gigante delle vendite on-line.

Birkenstock lamenta una scarsa prevenzione da parte di Amazon, che non è in grado di impedire che i consumatori acquistino prodotti contraffatti.

La risposta di Amazon non si è fatta attendere.

Il gruppo di Jef Bezos ha, infatti, dichiarato di contrastare la vendita di prodotti contraffatti e di “supportare i clienti che acquistano i prodotti sul sito di Amazon”.

La politica di Amazon è quella di incoraggiare i titolari di un marchio, preoccupati per l’autenticità di un prodotto, a effettuare una segnalazione:

“Investigheremo a fondo e intraprenderemo i provvedimenti più adeguati”.

Una prima risposta concreta è arrivata a fine dicembre, quando il vicepresidente di Amazon ha annunciato l’introduzione di un di registro in cui verranno catalogati i marchi delle aziende che vendono i loro prodotti su Amazon.

Questo consentirà al gruppo, a fronte di eventuali segnalazioni di violazioni di diritti di proprietà intellettuale, di poter effettuare un controllo immediato.

Basterà un registro per difendere i marchi?

Resta il fatto che i numeri in tema di prodotti contraffatti venduti su Amazon nel mondo e denunciati dalle rispettive case produttrici, sono allarmanti.

Il fenomeno ha un duplice risvolto negativo.

Non tutti gli utenti che acquistano su Internet sono consapevoli delle conseguenze negative che un prodotto non originale può causare, in alcuni casi anche alla salute.

Basti pensare a chi acquista prodotti in plastica provenienti dalla Cina e spesso contenenti elementi tossici.

Oppure prodotti di elettronica che non garantiscono alcuna sicurezza a chi li utilizza.

O, come nel caso di Birkenstock, calzature realizzate con materiali scadenti che, solo a un primo colpo d’occhio, sembrano uguali alle originali.

Questo comportamento può incidere anche sull’andamento negativo dell’economia nazionale e non solo.

Acquistando prodotti contraffatti, a prezzi nettamente più bassi rispetto agli originali, si alimenta un mercato parallelo che si stima sia destinato a crescere del 70% nei prossimi 5 anni.

Un mercato che sta danneggiando le piccole e medie imprese, che non riuscendo a competere con l’introduzione di prodotti contraffatti, sono costrette a un ribasso eccessivo e continuo dei prezzi.

Possiamo fare qualcosa per cercare di invertire questo fenomeno?

Il consiglio per i consumatori e maniaci dello shopping on-line è di adottare qualche accorgimento in più:

  • prestare particolare attenzione agli acquisti che si effettuano nel Marketplace. Quando i prodotti sono venduti da terzi inserzionisti e non direttamente da Amazon c’è un rischio più alto di contraffazione;
  • diffidare quando la disponibilità del prodotto è ampiamente anticipata rispetto alla data di uscita ufficiale;
  • verificare il contenuto di recensioni e feedback ottenute dal venditore (le famose “stelline” su Amazon);
  • controllare il luogo di origine della merce.

In caso di venditore con sede in alcuni Paesi, come ad esempio Cina o Hong Kong, il rischio è che ci vengano addebitate tasse doganali che non verrebbero rimborsate in caso di reso.

Ma come fa un colosso delle dimensioni di Amazon a non riuscire a contrastare la vendita di prodotti contraffatti che finiscono nella sua vetrina insieme a quelli originali?

Non c’è dubbio che la lotta alla contraffazione sia molto complessa e richieda un ingente impiego di denaro e di energie.

Come ha dichiarato lo stesso vicepresidente di Amazon, si tratta di “un viaggio”, una strada lunga di cui non è facile scorgere la fine con precisione.

Non ci resta, quindi, che attendere e sperare che non sia un viaggio troppo lungo. Nel frattempo prestiamo attenzione a dove ci fermiamo per comprare i nostri souvenir.

Vuoi scoprire di più sull’importanza della tutela del marchio? Leggi i Post della sezione Proprietà Industriale oppure contattami qui per altri chiarimenti.

Ti è piaciuto il post? Faccelo sapere nei commenti e se vuoi fai un tweet.

La vetrina di Amazon non è originale. #ProprietàIndustriale #Ecommerce # Internet #LexAroundMe Condividi il Tweet

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.