Il tuo Know How è il tuo patrimonio

IL KNOW HOW COME PATRIMONIO

Il know how è a tutti gli effetti il patrimonio della tua azienda.

E’ l’insieme delle conoscenze tecnico-industriali e commerciali riservate. E rappresenta un asset prezioso per  le imprese di tutte le dimensioni: dalle PMI fino alle multinazionali. 

Utilizzo del tuo know how

Il know how può essere utilizzato in diversi modi. Si può scegliere di sfruttarlo unicamente come risorsa interna all’azienda per conferire al proprio prodotto/servizio un carattere peculiare difficilmente ripetibile. Oppure si può decidere di monetizzarlo vendendolo. Ad esempio attraverso forme di trasferimento tecnologico ad altre realtà imprenditoriali.
 
Quel che è certo è che chi ha la fortuna e la bravura di poterne disporre ha una corsia privilegiata per raggiungere obiettivi ambiziosi.

IL KNOW HOW COME PATRIMONIO

Photo by Sincerely Media on Unsplash

La tutela del know how e del tuo patrimonio

Il know how è una risorsa che, per sua stessa natura, è molto fragile. Il valore del know how può essere distrutto da fughe di notizie, dipendenti infedeli o concorrenti sleali.

La vulnerabilità di questa risorsa è connessa al fatto che chiunque può registrare e immagazzinare dati e informazioni sensibili. E può trasferirli e diffonderli con estrema facilità anche attraverso il web.
 
Ovviamente, possono costituire oggetto di tutela giuridica anche le sole informazioni (dati, notizie, statistiche, mailing list, ecc.).

Infatti, ferma restando la disciplina della concorrenza sleale, il Codice della Proprietà Industriale ha attuato una sostanziale parificazione dei diritti c.d. titolati (i.e. marchi e brevetti, formalizzati in un titolo) e dei diritti c.d. non titolati. Tra cui il know how, riconoscendo espressamente la tutela legale di quest’ultimo.
 
Ma la tutela è accordata solo a quelle informazioni che hanno un valore economico. E che siano sottoposte a misure da ritenersi ragionevolmente adeguate a mantenerle segrete. Infatti se chi possiede le informazioni non si preoccupa di proteggerle non si vede perché l’ordinamento dovrebbe sostituirglisi.
 
E’ importante sottolineare come si debba prestare attenzione al termine “adeguato” usato dal legislatore.
 
Per “adeguatezza” delle misure di sicurezza delle informazioni si deve pensare ai concetti di “normale diligenza e prevedibilità”. Valutati secondo circostanze, natura e stato della informazione da proteggere.

Come affrontare la tutela del knowhow 

Non esiste una misura che di per sé sia idonea in tutti i casi. La valutazione deve essere effettuata di volta in volta in funzione del caso concreto. Anche una semplice password può essere sufficiente per proteggere una lettera commerciale. Ma è certamente inadeguata se parliamo di informazioni concernenti un segreto industriale nucleare.
 
La legge, infatti, prevede espressamente ciò che appare di comune buon senso

sono sanzionabili atti di utilizzo di informazioni segrete da parte di terzi qualora le informazioni siano state ottenute a mezzo di attività c.d. parassitaria tesa a risparmiare costi e tempo connessi e necessari al risultato raggiunto e/o da raggiungere. 

E quindi sono salvaguardati i terzi che in buona fede abbiano acquisito un certo know-how, pervenendo a risultati “equivalenti” in modo autonomo con sforzi propri e a proprie spese.
 
In sostanza: chi detiene una informazione che ha un valore economico ha diritto che altri non gliela sottraggano. Ma non ha il diritto che non la usino se ci sono arrivati autonomamente.

IL KNOW HOW COME PATRIMONIO

Photo by Brett Jordan on Unsplash

La tutela del know how secondo la legge 

Il legislatore nel tutelare il know-how, prima ancora che al risultato raggiunto e/o da raggiungere, ha posto l’attenzione sul modo con cui esso viene perseguito e raggiunto. La funzione della disciplina è quella di inibire scorciatoie finalizzate alla acquisizione di informazioni industrialmente utili a mezzo di condotte abusive e lesive della concorrenza, con la sottrazione diretta dei dati nascosti.
 
Il diritto delle informazioni segrete deve essere mantenuto mediante il prolungamento, l’adattamento e l’adeguamento delle stesse misure predisposte ai fini della tutela.
 
Il know-how rappresenta, infatti, un bene che può definirsi in continuo divenire e rispetto al quale è necessario che le tutele approntate a sua difesa siano esse stesse dinamiche e capaci di adeguarsi progressivamente al cambiamento.
 
Diventano, quindi, rilevanti i comportamenti dell’imprenditore tesi a dimostrare la propria volontà di mantenere segreti determinati dati e documenti. E sarà necessario che l’impresa si faccia carico di specificare sin da subito in modo univoco questa volontà.
 
Accertata la sussistenza dei requisiti previsti e la violazione della normativa di riferimento il titolare delle informazioni segrete potrà valersi delle forme di tutela repressiva mediante il ricorso alla autorità giudiziaria competente. Comprese eventuali azioni inibitorie dell’uso delle informazioni illecitamente acquisite.
 
E’ importante, poi, che le informazioni abbiano un immediato risvolto pratico e siano qualificate da un minimo di rilevanza economica, nel senso della capacità delle stesse di assumere i caratteri propri di un bene aziendale suscettibile, in quanto tale, di essere trasferito, valutato e apprezzato secondo criteri economico-patrimoniali.

Il know how come patrimonio

Infine, rileva la necessità che le informazioni segrete vengano custodite in un supporto fisico/materiale sul quale siano individuate, descritte e fissate in modo chiaro ed esauriente. In questo modo le informazioni si manifestano in una forma tale che le rende percepibili all’esterno e, quindi, soggette a specifiche forme di protezione.
 
Il know how attiene, direttamente o indirettamente, alla vita operativa dell’impresa ed è il frutto di pratiche, esperienze e prove tese all’ottenimento di conoscenze spendibili sul mercato concorrenziale.

Identificare il concetto di know-how significa già entrare in qualche modo nel merito degli strumenti di tutela previsti dall’ordinamento. Strumento che sono tesi a prevenire tutte quelle pratiche commerciali scorrette che alterano l’equilibrio del mercato a diversi livelli mediante la rivelazione, l’acquisizione e l’utilizzo di informazioni segrete.
 

Se vuoi approfondire gli argomenti trattati in questo Post leggi gli articoli della sezione Proprietà Industriale.

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