Cosa non devi mai fare con il tuo contratto

COSA NON DEVI MAI FARE CON IL TUO CONTRATTO AVV SILVIA DI VIRGILIO LEX AROUND ME MILANO

Cosa non devi mai fare con il tuo contratto.

Il tuo standard contrattuale è il modello con cui ti presenti ai tuoi partner commerciali per raggiungere un accordo.

Ci sono però alcuni errori che devi assolutamente evitare quando utilizzi il tuo modello di contratto.

Evita a ogni costo di mischiare due diversi standard contrattuali.

Ogni modifica a uno modello di contratto, soprattutto delle clausole di carattere più strettamente legale, deve essere valutata non solo per se stessa, ma anche verificandone la congruità con l’intero testo del contratto.

Mischiare due standard può dar luogo a errori.

Maggiormente gravi se si mischiano due standard relativi a due diverse ipotesi contrattuali, magari perché è piaciuta una clausola di un altro contratto.

Mi è capitato di vedere testi contrattuali redatti mischiando uno standard di compravendita e uno di appalto: in caso di contenzioso, l’interpretazione diventa molto complessa e facilmente la sentenza, basandosi sul testo, divergerà da quella che era l’intenzione originale delle parti.

Non copiare standard stranieri, redatti in base a leggi diverse.

Capita molto spesso di vedere testi chiaramente tradotti da contratti in lingua inglese. Un po’ perché noi italiani siamo assurdamente esterofili.

Un pò anche perché l’azienda italiana magari è una filiale di una multinazionale e la casa-madre impone uno standard contrattuale identico a tutte le filiali.

Questi modelli sono redatti in base a leggi diverse da quella italiana e non è detto che siano tutelanti per un’azienda italiana.

Se sono scritti in inglese, sono probabilmente conformi alla common law americana o alla common law inglese. Ma i principi di common law sono molto diversi da quelli di diritto romano da cui la legislazione italiana deriva.

Infatti:

  • per la legge italiana tutto ciò che non è stabilito dal contratto fra le parti viene regolato dalle norme di legge e principalmente dal Codice civile;
  • per la common law tutto ciò che non è regolato dal contratto spesso non è previsto affatto. È il motivo per cui solitamente i contratti di common law sono estremamente dettagliati e specifici.

Un esempio: non è necessario scrivere in un contratto soggetto alla legge italiana che le parti devono comportarsi “secondo buona fede”; tutti generalmente lo diamo per scontato.

Ma in realtà è scontato solo perché la nostra legge prevede che l’autonomia contrattuale debba essere esercitata in “buona fede” e che nessuno possa trarre vantaggio da contratti conclusi con mala fede, inganno o colpa grave.

E questo principio è ribadito spesso dal Codice Civile.

Invece, in base alla common law, le parti non hanno l’obbligo di comportarsi secondo buona fede se non è scritto nel contratto.

Se poi è contrattualmente stabilito, da tale obbligo discendono conseguenze parzialmente diverse da quelle della “buona fede” in Italia e, per certi aspetti, molto più onerose in caso di contenzioso: tanto è vero che alcuni legali inglesi consigliano di non scriverlo mai.

Quindi ispirati pure agli standard contrattuali, anche della tua casa-madre per i contenuti di merito del contratto (tecnici, commerciali ecc.) ma se il contratto è soggetto alla legge italiana fai predisporre il tuo modello contrattuale.

Il tuo modello rispetta la legge italiana? Contattami e avrai un modello di contratto adatto alle esigenze della tua azienda.

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